
GARDEN CLUB FERRARA
ANNO SOCIALE 2025
20 marzo 2025 Il Garden club Ferrara ha organizzato un interessante incontro con Lisa Brancaleoni, docente presso il Dipartimento dell’Ambiente e della Prevenzione dell’Università di Ferrara. Alla Biblioteca Ariostea si è tenuta infatti una conferenza dal titolo: “La botanica nel piatto. Le piante spontanee mangerecce”.
Lisa Brancaleoni ci ha parlato di come è cambiato il nostro modo di vedere le piante che oggi definiamo “erbacce” e che un tempo erano alla base della nostra cucina e della vita quotidiana. Abbiamo scoperto come riconoscere le piante da “mettere nel piatto”, quali possiamo mangiare in sicurezza, come si raccolgono e si cucinano senza alterarne le proprietà.
Nell’introduzione la presidente Paola Roncarati ha sottolineato l’importanza del rapporto tra Università e territorio e ha collegato, attraverso l’analisi di alcune opere di Giacomo Manzù, l’arte con lo studio e la rappresentazione delle erbe spontanee.
L’intervento di Paola Roncarati
"Oggi, 20 marzo 2025, si celebra la giornata nazionale delle Università, la II edizione del progetto US, acronimo di Università Svelate, promossa dal CRUI, la Conferenza dei Rettori, in collaborazione con ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni italiani e il patrocinio del Ministero dell’Università e della Ricerca. Le Università intendono rimodulare il ruolo propulsivo che rivestono nello sviluppo del Paese e, sottolineatura oggi rilevante, nella promozione della coesione sociale. Nel 2025 si celebrano le città che hanno il privilegio di ospitare Università, come succede a Ferrara, perché si crea un valore aggiunto nell’interazione sinergica tra Università e territori. L’Università ridà nuovo vigore al suo essere un luogo di produzione e condivisione della conoscenza, diventando ‘piattaforma di innovazioni al servizio del Paese’. Oggi, a Ferrara, nella bella cornice del Salone d’onore di Palazzo Tassoni, sede del Dipartimento di Architettura, tanti progetti realizzati da diversi Dipartimenti con il contributo di Associazioni ferraresi venivano presentati ad un folto pubblico, anche di studenti, attorno al significativo obiettivo comune di esaltare il rapporto: Università-città. Si è celebrata l’apertura verso la società civile, verso le Associazioni che operano a favore del territorio, tra cui il Garden Club di Ferrara, che a tutt’oggi ha coltivato un rapporto di collaborazione con tre diversi Dipartimenti universitari.
Il primo progetto presentato è una sinergia di interazione sulla trasformazione di Casa Romei in Museo dei 5 sensi (Il Garden Club ha collaborato, dal dicembre del 2023 fino all’estate del 2024, per la realizzazione di un percorso museale sul senso dell’olfatto, mettendo in relazione il ‘Giardino delle Sibille’, felice intuizione del Direttore Andrea Sardo, da noi corredato di rose antiche e frutti, con le strepitose pitture murali delle Stanze delle Sibille e dei Profeti, di cui abbiamo raccontato al pubblico l’erbario dipinto nella fascia sotto il soffitto e la storia delle rose antiche). Risultato del progetto Universitario condiviso: 16.000 presenze in più rispetto al pubblico consueto di Casa Romei.
Oggi, qui nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, si realizza una significativa coincidenza con l’evento nazionale: il Garden Club promuovere conoscenza con il supporto degli studi dell’Università, qui rappresentata dalla prof.ssa Lisa Brancaleoni, professoressa Associata presso il Dipartimento dell’Ambiente e della Prevenzione del nostro Ateneo. Oggi ci si soffermerà su una realtà botanica che può apparire meno attraente dell’illustrazione di un bellissimo giardino illuminato, specie in primavera, da una bella fioritura. Il giardino è una realtà recintata (gart -come hortus- significa luogo coltivato e protetto da muri o recinzioni, luogo dove gli esseri umani ricreano e modulano la natura a loro piacimento). Noi, oggi, usciamo culturalmente dai giardini, dai luoghi recintati e ci occupiamo di quel ‘tanto d’altro’ che è natura, una natura che può essere incolta, ricca di biodiversità, certamente un po' arruffata, con piante che crescono in modo disordinato e vagabondo (erbacce!), ma che da millenni ci nutrono. Con le piante di questa natura libera abbiamo imparato ad alimentarci, a curarci, a creare farmaci utili per il benessere e la bellezza. Oggi privilegiamo il rapporto con l’alimentazione. Quindi … erbe preziose! A proposito di erbacce … vi sono artisti che hanno dato loro dignità d’arte.
Introduco l’argomento trattato dalla prof.ssa Brancaleoni da un altro punto di vista, quello artistico.
Mi riporto alla Seconda Guerra Mondiale: per l’esattezza, all’anno 1944.
Lo scultore Giacomo Manzù (1908-1991), bergamasco, famoso artista negli anni Quaranta, docente all’Accademia di Brera e all’Accademia di Belle Arti di Torino, autore di celebri portoni in bronzo per il Vaticano, della celebre serie di cardinali seduti e di busti di soggetti privati che diverranno ambitissimi, attraversa con sofferenza nel 1944 un periodo bellico molto cupo, era un cattolico, un pacifista, pativa di fronte alle efferatezze della guerra. Manzù si isola in una villa sul lago Maggiore, a Laveno, dei committenti De Angeli Frua (potente famiglia di industriali tessili). È nella villa per eseguire la scultura di un busto ritraente la moglie del proprietario, ma è oppresso da una profonda angoscia e avverte il bisogno di qualche attività che lo rigeneri, mentre passeggia solitario nel parco della villa e medita. In questo momento non gli basta il dialogo economico coi ricchi industriali che lo ospitano per lavoro, ha bisogno di qualcosa di autentico, di semplice, di intimistico e si dona il tempo per una serie di disegni botanici di erbe spontanee presenti nell’area verde della villa, vorrei dire nel giardino, ma possiamo supporre che in tempo di guerra il giardino non fosse curato. Quindi il lavoro di Manzù non si ferma all’interno della villa, ma esce nel parco poco curato e rivolge l’attenzione alle piante spontanee. Decide di disegnarle come fossero delle star, inchiostro su carta assorbente, esaltandone l’umiltà che lo scultore scrive di aver scelto per un bisogno morale, quasi a richiamare il motto di un'altra figura di spessore nata in quei luoghi, San Carlo Borromeo, che aveva scelto -come proprio emblema- la parola ‘Humilitas’, guardare in basso, per stare vicino alla terra. E Manzù sceglie di ritrarre piante umili, le vite semplici, le meno dominate dall’uomo. Che cos’è l’arte, si chiede? L’arte può catturare l’essenza, l’essenza delle vite.
Questi disegni, noti oggi come i TRENTA STUDI DI ERBE E FIORI. diventeranno un piccolo tesoro privato che egli non venderà, che terrà per sé come una lezione esistenziale. Questa raccolta di disegni del 1944 riemergerà solo nel 1985 (pochi anni prima della sua morte). Abbiamo riprodotto tre sole immagini:
Polygonum persicaria, una pianta annuale che nasce lungo i margini delle strade, con fiori riuniti in spighe terminali. Agricoltori e giardinieri la considerano molto infestante. Quindi è un’erbaccia. Manzù le dedica la prima pagina del suo diario. E scrive: La natura la ami se la conosci, e studiarla è difficile.
Campanula rapunculus o raponzolo. Anche questa pianta nasce negli incolti, se ne utilizzava la radice per scopi alimentari. Manzù è affascinato dai nodi fogliari e dalla scalarità della fioritura.
Foglie decussate (di pianta non classificata), con dettagli florali di difficile identificazione, ma lo scultore è affascinato dalla morfologia fogliare, in cui le foglie ad ogni nodo si sviluppano opposte. In basso a destra si disegnano dettagli in merito a questa morfologia. Ci fermiamo qui, ma le piante complessivamente sono 30.
Dall’arte orientale, qui a destra espongo su un leggio la riproduzione di una composizione dell’arte dell’IKEBANA, dal nome Hanamai (danza delle piante), che esibisce tre piante legate alla nostra alimentazione, in danzante relazione tra loro:
1) Typha latifolia; 2) Avena sativa; 3) Girasole
Non si richiede un passo indietro per apprezzare le piante spontanee mangerecce, dei campi o degli incolti. Ritengo che serva un passo avanti, una cultura più raffinata e originale per rivalutare le piante selvagge che con noi condividono il cammino sulla terra."
20 febbraio 2025 Per i Corsi di Cultura Ugo Coluccia (sezione Ambiente e Scienza), il Garden Club Ferrara, promuovendo la conoscenza e l’amore per i fiori e per il giardinaggio e incoraggiando la conservazione e la tutela dell’ambiente, ha tenuto a Copparo una conferenza sul tema “Se l’orto sogna di tornare giardino. Orti e giardini: storia di un rapporto naturale, ora più complice, ora più orgogliosamente distintivo”.
Relatrici la nostra presidente Paola Roncarati e la nostra vicepresidente Paola Cucchi.
La nostra consigliera, Maria Teresa Sammarchi, insegnante della Scuola SIAF, ha creato per questa occasione la composizione "Semicerchio di fiori, frutta e verdura" con rosmarino, mirto, alloro, fiori di tulipano, ranuncoli, carciofi, uva, fragole e foglie di edera.
18 febbraio 2025 – Conferenza Giardini in biblioteca: "The Spectator", presso la Biblioteca Ariostea
Nel 1712 Joseph Addison, membro del Parlamento inglese, saggista, scrittore e drammaturgo, affermava che “la natura e non l’arte è il bello dei giardini”, divenendo così uno dei primi sostenitori del modello di giardino paesistico, in contrapposizione al giardino formale all’italiana. Le sue idee si diffusero attraverso The Spectator, giornale quotidiano di enorme successo, pubblicato a Londra da sir Richard Steele, che divenne modello di molti periodici anche in Italia. Di questo giornale e delle idee di Addison, che contribuirono a educare e far crescere la middle class e orientare l’opinione pubblica inglese, con l’obiettivo di “ravvivare la moralità con l'arguzia e di temperare l'arguzia con la moralità” hanno parlato Paola Zanardi, che ha insegnato Storia della filosofia all’Università di Ferrara, presidente dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea e Cinzia Angela Ammirati, bibliotecaria in Ariostea fino al 2019 e ora membro del consiglio direttivo del Garden Club Ferrara.
Ospite d’onore Gianni Venturi, che ha donato alla nostra associazione il prezioso volume con la raccolta dei primi numeri dello Spectator (dal 1° marzo 1711 al 6 dicembre 1712), in riproduzione originale curata da Henry Morley (edizione London, G. Routledge 1888), che viene ora depositato in biblioteca Ariostea. L’evento è stato organizzato dalla nostra Associazione in collaborazione con gli “Amici della biblioteca Ariostea”.
La composizione floreale, "Il rettangolo - giardino fiorito" è stata creata dalla nostra consigliera, Maria Teresa Sammarchi, insegnante della Scuola SIAF.
04 febbraio 2025 – XIX Rassegna giardini al cinema, Dipartimento di Architettura.
La XIX edizione della Rassegna Giardini al cinema, promossa dalla nostra Associazione, con il patrocinio del Comune di Ferrara, è dedicata al tema “Il giardino e la città”, una riflessione sul rapporto tra città e spazi verdi a Ferrara, prima città moderna, a Parigi, la capitale e a New York, la metropoli.
La presentazione della rassegna si è tenuta il 4 febbraio 2025 nel salone d’onore del Dipartimento di Architettura, a Palazzo Tassoni Estense (via della Ghiara,36) con Romeo Farinella, professore di Progettazione Urbanistica del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara e Giovanna Mattioli, curatrice della rassegna.
Ha introdotto la nostra presidente Paola Roncarati.
I film saranno proiettati, come di consueto, alla Sala Estense, preceduti da una breve introduzione di Giovanna Mattioli.
I film in programma sono:
Mercoledì 12 febbraio2025 – ore 16:00 Il giardino dei Finzi Contini, Vittorio de Sica, 1970
Martedì 25 febbraio – ore 16:00 Incontri a Parigi (Les rendez-vous de Paris), Eric Rohmer,1995
Martedì 4 marzo – ore 16:00 La leggenda del Re Pescatore (The Fisher King), Terry Gilliam, 1991
Aperto a tutti.
ANNO SOCIALE 2024
17 dicembre 2024 – Nell’ambito della rassegna “Libri per la Pace”, il 17 dicembre 2024, presso l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, Paolo Pileri ha presentato il suo libro “Dalla parte del suolo. L’ecosistema invisibile”, con la partecipazione di Romeo Farinella (Docente di progettazione urbanistica, UniFe). In rappresentanza del Garden Club Ferrara è intervenuta la presidente Paola Roncarati, invitata dall’Università di Ferrara a partecipare all’evento.
Di seguito il testo del suo intervento:
“Ringrazio il prof. Alfredo Morelli per l’opportunità offertaci di collaborare col ‘laboratorio per la pace’ dell’Ateneo ferrarese, aprendo nuovi settori d’indagine, in questo caso il suolo e la sua salute, un tema ambientale, un tema sensibile, quindi caro alla mia Associazione. Spesso per le nostre iniziative, a livello nazionale, abbiamo goduto del patrocino del Ministero dell’ambiente.
Presento il Garden Club e la filosofia che ne guida i passi. I Garden Club sono oggi una rete nazionale, ma probabilmente associazioni con questo nome sono sorte a fine Ottocento in Nord America, nella East Coast, intorno a Boston, la parte intellettuale degli Stati Uniti, ritengo non estranee all’influenza del pensiero di Henry David Thoreau (1817-1862, filosofo, scrittore, poeta statunitense, precursore del moderno ambientalismo e della teoria della non violenza). In Italia alcuni Garden Club si sono affermati negli anni Cinquanta del Novecento (tra Firenze, Perugia e Genova). La nostra Associazione ferrarese si è costituita nel 1990 e da allora si prende cura dei giardini storici di Ferrara, li promuove nel grande contesto della cultura del ‘verde urbano’, li restaura e li recupera, secondo le proprie -certamente limitate- possibilità.
Inoltre:
diffonde sensibilità per la ‘tenuta ambientale’ dei territori agricoli, vallivi e lagunari della nostra provincia (tant’è che ci siamo presi cura di esaltare il senso dell’assegnazione del premio nazionale MIBACT del paesaggio 2019 ad un’area agricola condotta -con annosa perizia- dal CUM, il Consorzio Uomini di Massenzatica -non si parla delle già celebri ‘dune’-), organizzando, prima di ogni altra associazione, una mostra fotografica, dalla stampa definita di successo, nello stesso 2019, nelle sale della Casa dell’Ariosto, esponendo le opere del pluripremiato Enrico Baglioni.
ogni anno, peraltro, dal 2016 – primi tra tanti altri, quindi- organizza escursioni volte a far conoscere meglio l’area del ‘Delta Po’, che gode del Riconoscimento di Patrimonio Unesco.
diffonde la conoscenza e il rispetto dei più raffinati significati della Flora e dell’arte floreale.
in tempi più recenti, il Club ha ampliato rapporti continuativi con le scuole elementari della città, attivando un’area didattica di apprezzata efficacia. Reputiamo sia un obiettivo di valore l’occuparsi dei futuri (non fortunati) abitanti del nostro Pianeta, vista la sordità degli adulti sul tema della salute della terra –
ha maturato un ormai consolidato rapporto con i responsabili delle strutture sanitarie di Ferrara, nell’ambito del concetto di green care, che il Club studia e approfondisce, progettando e realizzando aree floreali terapeutiche.
Dall’Università di Ferrara ci è arrivata la proposta di sostenere un evento sul tema dell’intelligenza del suolo, tema studiato dal prof. Pileri, che ho già avuto l’opportunità di conoscere a Padova, nell’ambito dei corsi organizzati dal Gruppo del Giardino Storico (sul tema, per la verità, non relativo ai suoli, ma sulla famosa ciclovia Ven-To, di cui il prof. Pileri è la mente progettuale) e a Treviso, presso la Fondazione Benetton, durante le giornate di studi sul paesaggio nel 2020, quando relazionò sull’’Ossessione di difendere il suolo’.
Del problema del suolo – è vero, ci si occupa con un po’ di superficialità, appunto, superficialità, quasi che si percepisca il suolo come ‘mera superficie’, la quale peraltro ‘sta’ sotto i nostri piedi; il suolo è sporco, scuro, caotico, melmoso o polveroso, cioè nulla di artistico, consolatorio o celestiale, anche se è proprio dalla polvere, in base alle Sacre Scritture, che è nato l’uomo (homo, humus si scrive) e anche Prometeo, nel mito che lo riguarda, ha creato l’uomo dal fango. Ora sappiamo che gli studi di settore sono tanti e approfonditi.
Ci sarebbe da chiedersi il perché di tale distrazione, visto che dalla salute del suolo dipende la vita di tutti gli esseri del pianeta, eppure l’argomento rimane di scarsa presa sul pubblico.
La superficialità con cui si parla di suolo riconduce alla superficialità con cui si parla di ambiente e alla superficialità con cui oggi si parla di cultura in genere e in questo ‘bel quadro’ si delinea la battaglia del Garden Club.
Il termine ambiente, che deriva dal verbo latino ambire, circondare, evoca tutto ciò che circonda la vita, infatti presuppone un luogo antropizzato, un territorio arricchito dai suoi abitanti, abitanti che sfruttano il suolo dei loro territori, cosa normale e vitale, se si opera in modo corretto, ma oggi tanti territori -che si pongono, nel contempo, come suolo e ambienti– sono spesso appetiti da chi non li abita e gli abitanti diventano ospiti sgraditi in terre natie (da qui sempre più drammatiche migrazioni e guerre).
Come modificare lo sguardo di fredde leggi economiche per le quali tutto ciò che si può vedere o non vedere, sopra o sotto il suolo, si può vendere con il solo scopo del profitto?
Occorre ricondursi alla narrativa di un tempo -lontano- in cui l’ambiente -suolo compreso- era il luogo sacro alla vita. Francesco Arcangeli la definiva l’epoca della ‘meraviglia’, quella che non si sacrificava alla fredda logica della ragione, che abolisce simboli e allegorie con cui leggere una natura complice dell’uomo. Ora, concludeva, siamo nell’epoca del disincanto e del silenzio della natura.
Il Garden Club cerca a fatica, nel suo piccolo ambito, di promuovere sensibilità in tema, attraverso il linguaggio → dell’arte teatrale, → dell’arte cinematografica, → della pittura, → dell’arte floreale, ma anche affondando letteralmente le mani nella terra, quando il nostro gruppo dei giardinieri strappa erbe infestanti dalle aiuole più o meno preziose, ma tutte preziose, della città, anche per tutelare una non inutile ‘bellezza’.”
03 dicembre 2024 – Il Garden Club Ferrara, in collaborazione con Ferrariae Decus ETS, ha organizzato una speciale conferenza di Marialucia Menegatti - presidente di Ferrariae Decus - presso la Sala conferenze di Palazzo Schifanoia, dal titolo:
“Il giardino del Rinascimento. Il simbolismo botanico nella pittura rinascimentale ferrarese” , in coincidenza con la mostra “Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso”. Con il Patrocinio del Comune di Ferrara.
Il benvenuto ai soci e agli ospiti è stato dato dalla nostra Presidente Paola Roncarati che ha anche presentato e introdotto il tema della conferenza.
Al termine si è tenuto un brindisi per l'augurio di buone festività natalizie con i soci e gli ospiti.
La Scuola di Arte Floreale ha preparato una composizione di fiori da omaggiare alla relatrice.
Maria Teresa Sammarchi, insegnante della Scuola Ikebana Ohara, assieme ad alcune collaboratrici, ha creato anche una composizione ikebana "Narabu"
20 novembre 2024 – “Monty Don’s Spanish Gardens”
Anche quest’anno Il Garden Club Ferrara presenta tre filmati dello scrittore botanico Monty Don.
“𝑴𝒐𝒏𝒕𝒚 𝑫𝒐𝒏’𝒔 𝑺𝒑𝒂𝒏𝒊𝒔𝒉 𝑮𝒂𝒓𝒅𝒆𝒏𝒔” è la nuova serie di documentari prodotti da BBC nel corso del 2023 che ci porterà in Spagna, in un Paese che ha saputo connettere tradizione storica e proiezione futura di giardini pubblici e privati.
Il viaggio si svilupperà tra luoghi che rappresentano la storia stessa del giardino, rivisitati da paesaggisti visionari e ne toccherà altri inaspettati, messi in relazione con aspetti inediti dell’anima spagnola.
Il primo video è stato presentato il 20 novembre 2024 presso la Biblioteca Comunale “Bassani”
Come di consueto, 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐢𝐨𝐥𝐢, curatrice della rassegna, introduce i filmati e ci accompagna traducendo dalla lingua originale.
I prossimi appuntamenti saranno il 𝟐𝟕 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 e l'𝟏𝟏 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, sempre alle 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟔:𝟎𝟎 e sempre alla 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐭𝐞𝐜𝐚 𝐁𝐚𝐬𝐬𝐚𝐧𝐢.
20 novembre 2024 – Giornata nazionale degli alberi
Il 20 novembre 2024 per onorare la Giornata nazionale degli alberi, il Garden club Ferrara ha ritenuto prioritario esaltare il profilo educativo per le nuove generazioni, proseguendo il già avviato dialogo con i bimbi della scuola elementare “Alda Costa”.
Durante l'incontro abbiamo ascoltato i loro racconti e commentato i disegni nei pressi dell’aiuola esterna della scuola, che la nostra Associazione ha risanato dallo stato di degrado in cui versava, un anno dopo la realizzazione di tale intervento.
Alla presenza dell’Assessora Chiara Scaramagli e della Dirigente Scolastica, dott.ssa Antonietta Allegretta, la nostra presidente, Paola Roncarati, ha sottolineato il valore del verde pubblico per la salute di tutti.
14 novembre 2024 – Il Garden Club Ferrara e Anna Vullo: “Noi soli nella giungla”
Il 14 novembre 2024, nella Biblioteca per ragazzi di Casa Niccolini, abbiamo avuto il piacere di partecipare all’incontro di Anna Vullo autrice del libro “Noi, soli nella giungla” (Salani Editore) con gli alunni di due classi di IV della scuola primaria “M. Poledrelli” e le loro insegnanti. Il libro è stato al centro di un articolato progetto didattico di lettura, analisi e approfondimento che gli allievi hanno tradotto in grandi pannelli e disegni poi donati all’autrice.
Il nostro Club è stato rappresentato da Cinzia Ammirati che ha affiancato l’autrice del libro.
Anna Vullo, giornalista e ora anche scrittrice, ha scritto un romanzo tratto da una storia vera. Nel 2023, un piccolo aereo in volo verso Bogotà con a bordo oltre al pilota alcune persone, e tra queste una mamma con i suoi quattro bambini, precipitò nella foresta. Solo i bambini si salvarono e rimasero da soli per quaranta giorni: la più grande aveva solo 12 anni, la più piccola poco più di uno.
In un ambiente tra i più ostili del pianeta, questi bambini, di etnia Uitoto, riuscirono a sopravvivere, fino all’arrivo dei soccorsi, grazie alla loro conoscenza della foresta amazzonica, ad un sapere tramandato da generazione in generazione. Nelle pagine finali del racconto, uno dei bambini dice: “Non andrò in America. Ho capito che la America è qui…proteggerò il mio territorio, ciò che possiedo di più prezioso.”
Il racconto di Anna Vullo si rivolge ai bambini, c’è la magia, la paura, l’avventura, tutti gli elementi che sanno catturano l’attenzione dei lettori più giovani, ma ci sono anche temi profondi: l’amore tra i fratelli, le relazioni con i genitori, con i nonni, la storia della Colombia, e gli allievi della scuola Poledrelli, che poi hanno le hanno rivolto tantissime domande, ieri hanno dimostrato di averne colto il profondo significato.
Al termine i bambini hanno intonato un canto colombiano e le loro voci hanno scaldato i nostri cuori.
17 ottobre 2024 – La nostra gita autunnale: “Passeggiata per Ville e vigneti”
- Villa Emo a Fanzolo di Vedelago (TV)
Villa Emo Realizzata dall'architetto Andrea Palladio, l'opera fu costruita probabilmente a partire dal 1558, su commissione della famiglia Emo di Venezia. Dal 1996 è stata inserita dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanità. La villa è incorniciata da due lunghe barchesse colonnate che ospitavano originariamente le strutture per le attività agricole. Il giardino che è possibile visitare presso Villa Emo non è l’originario palladiano, ovvero il giardino che circondava la villa nel 1560. La documentazione disponibile fa supporre l’esistenza di quattro giardini successivi, dalla edificazione della nobile dimora ai giorni nostri.
- Villa Tiepolo Passi a Carbonera (TV)
Magnifico esempio di Villa Veneta post-palladiana della scuola di Vincenzo Scamozzi, costruita in stile primo Barocco veneziano. L’elegante giardino all'italiana, con peschiera e statue del Torretto (maestro del Canova), si allunga in una monumentale prospettiva, tra i rari esempi rimasti di campagna veneta ai tempi della Serenissima. Nella Cappella gentilizia, con indulgenza plenaria concessa da Papa Pio VI, troviamo affreschi di scuola del Tiepolo attribuiti a Giovan Battista Canal, nipote del Canaletto. A est, collegato al parco, l’antico Brolo, con 500 piante da frutto biologiche.
- Tenuta Santomé (TV), visita alla cantina e degustazione di 3 vini.
28 settembre 2024 – Ikebana e lettura di Haiku - Centro studi Bassaniani
La collaborazione del Garden Club con l’organizzazione di “Mattinate in giardino”, promosse dal Centro Studi Bassaniani di Ferrara, prosegue con un incontro sulla decorazione floreale orientale. Teresa Sammarchi, Maestra della Scuola di Arte floreale di Ferrara cura una presentazione e una dimostrazione di Arte Ikebana. L’attività è stata accompagnata da letture di Haiku su temi di sensibilità floreale ed ambientale giapponese.
15 settembre 2024 – Giardini Estensi
Anche quest’anno, il 15 settembre, nello splendido contesto di Parco Massari, si è svolta la tradizionale manifestazione “Giardini Estensi”. Presso lo “Spazio Incontri” abbiamo ascoltato Paola Roncarati e Giulia Michetti che ci hanno parlato di “Intelligenza delle piante, intelligenza del suolo. Messaggi infiniti, sopra e sotto i nostri piedi, per il futuro delle nuove generazioni”.
13 settembre 2024 – Rassegna “La Bassani apre i suoi giardini”.
Dal 13 al 15 settembre la Biblioteca Bassani ha aperto i suoi giardini: un’occasione per visitare con uno sguardo nuovo gli spazi verdi del quartiere Barco di Ferrara.
L’iniziativa è stata organizzata in occasione del festival Interno Verde e di Giardini Estensi, negli spazi della biblioteca comunale. Incontri, mostre, workshop e attività creative per bambini e adulti in un ricco programma dedicato agli aromi e alle erbe officinali dell’Orto dei Semplici.
Durante questo evento, venerdi 13 settembre 2024, si è tenuta la conferenza del nostro Club: L’intelligenza delle piante alla scoperta delle tradizioni monastiche e delle scienze farmacologiche, a cura di Giulia Michetti e Paola Roncarati. In questa serata assieme abbiamo intrapreso un piccolo viaggio fra gli importanti “servizi” offerti dalla natura a donne e uomini, nascosti tra foglie, cortecce, fiori, piante e radici. Partendo dalla Scuola Medica Salernitana e dalla farmacopea naturale di Trotula, fino alla storia degli Hortus conclusus, le cui piante ‘sacre’ sono ancor oggi oggetto di studi. Un pubblico numeroso e caloroso ha accolto le nostre consigliere relatrici.
12 settembre 2024 – Incontro di apertura Anno Sociale 2024 – “Giardino nel Cuore”. Casa della Salute Cittadella San Rocco
Il Garden Club di Ferrara ha partecipato al progetto del “Giardino nel Cuore”, in collaborazione con l’Associazione Vola nel Cuore, l’AUSL cittadina e privati.
All’interno della cittadella di San Rocco ha curato la realizzazione di una zona verde, inaugurata a maggio 2022, con rosmarini, elicrisi, santoline, salvie, timi e tante altre piante, occupandosi anche della sua manutenzione.
Il giardino, creato con percorsi funzionali alle esigenze riabilitative del contiguo Reparto di Neuropsichiatria infantile, è un’esplosione di colori e di profumi che lo rendono un luogo di benessere e di relazione.
Per tale ragione abbiamo ripreso le attività autunnali con un incontro conviviale in questo spazio.
Interventi:
Dott.ssa Marilena Bacilieri, direttrice del distretto Centro Nord dell’Ausl
Dott.ssa Franca Emanuelli, direttrice del Reparto di neuropsichiatria infantile, Dipartimento assistenziale Integrato, Salute mentale e Dipendenza patologica.
Direttore Silvio Marchetti, Associazione Vola nel Cuore
Paola Cucchi, vicepresidente del Garden Club, mente operativa del progetto della bordura sensoriale del Giardino nel cuore
Stefan von Prondzinski, psicopedagogista e docente, ha organizzato ed organizza decine di corsi di formazione per la specializzazione in disabilità, ha parlato di “ Che aria tira in giardino”.
Il pomeriggio si è concluso con un brindisi di benvenuto.
Introduzione della Presidente Paola Roncarati:
“Ringrazio tutte e tutti gli intervenuti in questa insolita area di incontro per i soci del Garden Club, che per tradizione, dopo la pausa estiva, si danno appuntamento in un bel giardino ben decorato, per avviare le attività autunnali. Oggi invece, ci ritroviamo in un giardino speciale, all’interno dell’anello verde dello storico Ospedale Sant’ Anna di Corso Giovecca, oggi felicemente recuperato come Cittadella San Rocco; Cittadella che vede all’interno del suo architettonico anello un patrimonio verde di pregio-pensato come parte della struttura e della ricchezza sanitaria dell’Ospedale- con Ginkgo biloba, tigli, cedri, magnolie, allori e pini, alcuni centenari, oggi arricchito da un giardino creato in quel contesto.Il 12 settembre del 2020, esattamente tre anni fa, il Garden Club ha ripercorso la storia dell’Ospedale come edificio monumentale della città (edificio la cui prima pietra è stata posata nel 1910), su iniziativa della past president Gianna Borghesani, con il contributo del dott. Francesco Scafuri, già responsabile dell’Ufficio Ricerche Storiche del Comune, nonché dello storico della medicina dott. Gianluca Lodi, dell’agronomo dott. Giovanni Morelli, dell’Assessore ai lavori pubblici Andrea Maggi, presenti anche il dott. Giovanni Peressotti, direttore amministrativo dell’AUSL, la dott.ssa Flavia Sani, architetto di strutture sanitarie, il dott. Riccardo Modestino, presidente dell’Associazione De Humanitate Sanctae Annae. Ci onorava la presenza della dott.ssa Monica Calamai, direttrice generale delle aziende sanitarie ferraresi. Fu un evento apprezzabile per la città, da sempre legata al suo ‘vecchio’ ospedale.
Due anni dopo, il 7 maggio 2022, abbiamo inaugurato il Giardino nel cuore, secondo un progetto voluto fortemente dalla dott.ssa Franca Emanuelli, direttrice della neuropsichiatria infantile dell’AUSL di Ferrara che ci parlò del suo ‘sogno’ di un giardino da creare con finalità terapeutiche, in prossimità del reparto in cui opera, un giardino pensato per terapie all’aperto, la cui importanza ci illustreranno la stessa dott.ssa Emanuelli e l’ apprezzato esperto nel settore, il dott. Stefan Von Prondzinski, docente e psicopedagogista.
I sogni, se corredati di tenacia e buona volontà, si realizzano.
La realizzazione del progetto ho goduto del consistente contributo dell’Associazione ‘Vola nel cuore’, presieduta da Silvio Marchetti, dalla famiglia del dott. Stefano Cavazza della nostra consigliera Maria Teresa Sammarchi, cui si deve la prima idea di un‘adesione della nostra Associazione per la progettazione dell’area verde; impianti botanici avvenuti poi sotto l’attenta sorveglianza e operosità della vicepresidente del nostro Club, Paola Cucchi, che si è avvalsa della collaborazione del Gruppo del giardinaggio del Garden Club, con testa e mani operose. Tra le più attive e i più attivi: Franca Giuberti, Angela Roncarati, Silvia Zappaterra, Maria Teresa Sammarchi, Anna Oliviero, Santo Scalia, Gilberto Tagliati, Titta Vanini, Giulia Michetti e altri soci quando disponibili, che si avvicendano e che ringraziamo per il loro contributo al significato di un bell’operare. Qual è il loro contributo? Sorvegliano il giardino e lo liberano dalle erbe infestanti, un’operazione onerosa perché le erbe infestanti si strappano a mano e nessuna macchina può sostituire questo faticoso lavoro, finora nemmeno l’intelligenza artificiale!
Arrivo in breve ai due motivi dell’iniziativa di oggi.
Primo motivo: il sogno, della dott.ssa Emanuelli è legato al filo d’acciaio di una parola chiave che è il BISOGNO. Realizzare un giardino con finalità terapeutiche è un atto di valore, che soddisfa un bisogno.
Quando si crea un’area verde nel giardino, si crea una comunità di vegetali vivi, forzati a stare insieme, i quali non hanno spontaneamente deciso di vivere dove sono stati piantati e che, quindi, necessariamente, debbono essere costantemente osservati, curati, stimolati. Questa è la nascita e la storia del giardino che, compresi quelli con finalità terapeutica, ma anche i parchi verdi, sempre soddisfano un bisogno umano. Pensiamo oggi anche alla vorticosa messa a dimora -in questi anni difficili climaticamente- di milioni di piante che ci sono necessarie per farci respirare e vivere. Le quali poi per lo più vengono abbandonate ad una percezione di resistenza naturale, possono crescere stentatamente, essere potate senza scrupoli, con il colletto inglobato in cordoli di cemento e, destinate -nel tempo- a deperire o a morire. Da amiche le piante -necessarie alla nostra vita- si trasformano -nelle nostre narrazioni- in nemiche, quando si disseccano o crollano, perché mettono a rischio la vita che dovrebbero tutelare.
Un giardino, come questo di cui parliamo, certamente nasce da un bisogno, è utile, ma anche bello, aperto al pubblico, perché la sua bellezza rasserena chiunque voglia usufruirne.
Ribadisco con forza: oltre al bisogno dei piccoli pazienti cui l’opera è destinata, c’è il bisogno delle piante, una volta messe a dimora, di essere curate e sorvegliate nella crescita. Questo il compito che abbiamo assunto come Garden Club, benché non previsto nell’accordo iniziale con l’USL, perché il giardino, se trascurato si inselvatichisce in breve tempo e perde la sua funzione. Anche queste piante esprimono il bisogno di essere amate e tenute in vita. Immagino che stiate pensando che non c’è paragone tra i bisogni di un bambino malato o disabile e la necessità delle piante di vivere, di bere, di crescere sane. Occorre, invece, a mio parere, superare la convinzione che le piante, se trascurate, possano essere sostituite con altre, basta recarsi dai vivaisti, così come acquistiamo e buttiamo oggetti inservibili. Non è questa la valutazione che ci chiede l’urgenza di una nuova sensibilità nei confronti delle altre vite del pianeta, siano esse di animali o vegetali. E’ un pessimo messaggio insegnare alle future generazioni che le altre vite senza troppo riflettere si possano sottovalutare, trascurare e sostituire, quando invece necessarie tutte alla vita di tutti.
Secondo motivo dell’incontro di oggi: Ho consultato la Carta di Firenze del 1981 o Carta dei giardini storici, stilata da architetti e studiosi del settore, argomento su cui noi del Garden Club stiamo riflettendo da tempo (anche per la grande sofferenza cui sono sottoposti i giardini storici di Ferrara, quasi tutti danneggiati per il restauro di edifici storici, restauro con fondi PNRR).
E’ problematica la definizione di i ‘giardini storici’, quasi fosse una contraddizione in termini, i giardini sono vivi, hanno comunque una vita, mai uguale di anno in anno, nascono come noi e come noi muoiono nel tempo, non resistono per secoli, anche se curati, possono essere non restaurati, ma sempre ricreati, sostiene il documento. →Perché diventano quindi storici e assumono un valore tutelato? Acquisiscono importanza a seconda del contesto in cui vengono creati e curati. Il contesto di questo giardino è l’anello storico del vecchio Ospedale Sant’ Anna. Il giardino -scrivono gli studiosi- non è separabile ‘dal suo intorno ambientale, urbano, artificiale o naturale’- quindi il ‘Giardino nel cuore’ in cui oggi ci siamo dati appuntamento, potrebbe diventare degno di tutela pubblica, perché inserito in un’area storica. Ne ha tutte le prerogative e sul tema, per il momento, mi fermo qui.”
6 giugno 2024 – Gita di primavera: Alla scoperta del fiume Po e del suo delta
“Fra lagune, scavi archeologici e alberi monumentali”
Attraversato il Po di Goro a Mesola verso Polesine Camerini nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po, ci siamo imbarcati in pontoon boat alla scoperta della Sacca del Canarin, della Laguna del Basson e di Scano Boa con i casoni di paglia, simbolo e testimonianza della vita dei pescatori del Delta in un passato nemmeno troppo lontano.
Abbiamo visitato San Basilio di Ariano nel Polesine, sede di un piccolo museo che, con i preziosi reperti provenienti dai vicini scavi, racconta la storia di un'importante stazione di posta, la Mansio Hadriani, situata lungo la Via Popilia che collegava Ravenna ad Adria. Merci di ogni sorta giungevano qui dal Mediterraneo centro-orientale e dall'Etruria per essere poi smistati verso l'entroterra.
Di fianco al museo sorge la piccola chiesa di San Basilio eretta nel IX secolo dai Monaci Benedettini di Pomposa sui resti di una precedente struttura risalente al IV/V secolo, e che si ritiene sia uno dei più antichi luoghi di culto cristiani del Polesine.
A Guarda, abbiamo ammirato un esemplare ultracentenario di Sorbus domestica. custodito dalla fitta vegetazione golenale. La pianta, recentemente riconosciuta come albero monumentale, è probabilmente l'esemplare di sorbo più vecchio della regione: essa è stata ufficialmente “presentata” al pubblico il giorno11 luglio 2021 con un evento patrocinato anche dal nostro Club.
4 giugno 2024 – Tradizionale incontro conviviale prima della pausa estiva.
Visita alla mostra di Escher a Palazzo dei Diamanati acccompagnati da Vasilij Gusella, conservatore della Fondazione Ferrara Arte.
Reading teatrale scritto e interpretato da Fabrizia Lotta, alla chitarra Leonida Fava.
Una bambina, una ragazza, una donna che cresce con un padre che parlava ai fiori. Discorsi lunghissimi e profondi. Con lei non parlava. Con i fiori sì. Eppure, ha sempre saputo, tramite loro, cosa lui volesse dirle. “Ti ho fatto con gli occhi verdi proprio per non farti perdere niente del verde del mondo”. Tra ironia e poesia, leggerezza e malinconia, il racconto di un amore grande e pieno di verde.
Al termine un rinfresco allestito dalla caffetteria di Palazzo Diamanti.
16 aprile 2024 – Storia Garden Club – Archivio in Regione Emilia-Romagna 2024. Presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, il Garden Club di Ferrara ha presentato, con un incontro aperto a tutti, il “Progetto Archivio”.
Grazie allo sviluppo del progetto sono stati raccolti e descritti molti dei documenti prodotti e ricevuti dal Garden Club durante la sua vita ormai più che trentennale, ricostruendone i momenti salienti e mettendo in luce gli scopi perseguiti e la pluralità di interessi, oltre all’attività svolta a Ferrara e per Ferrara. L’attenzione agli spazi verdi della città, pubblici e privati, e in particolare ai giardini dei Palazzi rinascimentali, l’amore per la decorazione floreale e per l’arte del giardinaggio, l’organizzazione di eventi, passeggiate ed escursioni culturali sono le tappe principali della storia di questa Associazione, che ha operato in sinergia con le principali istituzioni ferraresi, rivolgendosi sia ai propri iscritti che a tutta la cittadinanza.
Il progetto di descrizione, condotto con il supporto scientifico dell’Area Biblioteche e Archivi (Settore Patrimonio culturale, Regione Emilia-Romagna), è in corso di realizzazione sulla piattaforma regionale per gli archivi.
L’appuntamento del 16 aprile è stato quindi un momento importante non solo per i soci storici, che hanno potuto rivivere la lunga strada percorsa, e per i soci più recenti che hanno conosciuto la storia pregressa, ma anche per tutte le persone curiose di avvicinarsi al mondo variegato di questa Associazione.
Giulia Michetti, che ha curato il Progetto Archivio, racconta la vita del Club, arricchita di foto e di piccole curiosità.
Era presente anche Francesca Ricci (Regione Emilia-Romagna), referente per “Sistema archivistico regionale e processi di digitalizzazione del patrimonio culturale”, per illustrare le attività promosse dalla Regione sul patrimonio archivistico e le potenzialità di Archivi ER – Sistema informativo partecipato degli archivi storici in Emilia-Romagna dove, al termine del progetto, potrà essere pubblicato l’inventario dell’archivio del Garden Club di Ferrara.
Ospite in rappresentanza del Comune di Ferrara l’assessore Andrea Maggi (Assessore allo Sport, Lavori Pubblici, Piano Strategico, Recovery Fund).
Introduzione della Presidente Paola Roncarati:
“Oggi, 16 aprile 2024, nella prestigiosa Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea che ci ospita, raccontiamo la storia del Garden Club di Ferrara, raccontiamo l’importante recupero di un patrimonio disperso, le carte che documentano l’attività trentennale di questo Club; carte che -a causa della mancanza di una sede unitaria che le custodisse- sono state sparpagliate in tanti luoghi. All’inizio della mia presidenza del Club, nel 2021, mi sono assunta l’impegno di promuovere la raccolta di documenti, personalmente custoditi dai soci storici, al fine di far riaffiorare le voci di chi ci ha consegnato un sodalizio diventato un’autorevole presenza in città. Certo ero consapevole che una ‘storia scritta’, consegnata ad un volume, sull’esempio fatto altri Club, fatta di parole, documentazioni e fotografie, avrebbe comportato non solo la fatica della selezione di testi e racconti, ma dei costi assai rilevanti. L’archiviazione della documentazione del Garden nel sito informatico della Regione Emilia-Romagna è stata un’opportunità degna di essere colta.
Ho reputato importante ricostruire una storia, frutto di un intensissimo lavoro di donne e uomini che, nel 1990, hanno fondato questo Club a Ferrara, impegnandosi ad individuare le strade migliori, percorrendo le quali, si potesse dare all’Associazione un corpo e un’anima. Tale patrimonio noi soci attuali abbiamo ereditato e dobbiamo portare avanti con convinzione. L’impegno che sta alle nostre spalle, infatti, è un’eredità che non solo tutti coloro che entrano a far parte di questo Club debbono conoscere, ma deve essere reso chiaro anche alla nostra città, perché non sia sottovalutata la creatività che ha identificato il Club. Infatti, uno dei più gravi pericoli che corre la storia (e ‘le’ storie) è la DIMENTICANZA, la distrazione, la temporaneità, la fortuita carenza di memoria. Il pericolo ancor più grave è l’OBLIO. In un’epoca di cancel culture o di woke culture, la totale dimenticanza è foriera di abbandono di persone e cose nel pensiero, nei sentimenti, negli affetti. Un mondo viene tacitato e non ha più voce. La storia può essere riscritta a proprio piacimento, inquietante caratteristica dell’epoca che stiamo vivendo.
L’attenzione al passato non vuol dire essere ‘passatisti’: è bene evitare ogni equivoco in proposito! Battersi per il recupero di una memoria non vuol dire inchiodarsi al passato, perché diverso è l’influsso dei periodi storici; diversi gli stimoli della politica europea in tema di giardini e paesaggi; diversa la sensibilità che -di anno in anno- emerge dalla percezione comune. Quanto di efficace ha prodotto il passato può portare vantaggi anche ai pressanti bisogni di un presente piuttosto problematico in tema di cittadinanza, di sensibilità al verde, di gentilezza non apparente -sostanziale, non di forma- nei rapporti sociali, ma anche nei rapporti dell’essere umano con piante e animali. Siamo debitori verso le future generazioni di un sistema valoriale che abbiamo omesso di trasmettere ai posteri.
Nel Consiglio del Club abbiamo una risorsa …. è Giulia Michetti che all’Università ha svolto compiti che l’hanno portata a studiare il magico mondo degli archivi cartacei e digitali, protocolli informatici e gare telematiche (di e-procurement– semplificazione nella gestione dei contratti pubblici), e per la conservazione digitale dei documenti. Ha frequentato due master e ha conosciuto Francesca Ricci, insegnante di archivistica informatica. Abbiamo quindi in Consiglio la persona competente per procedere ad archiviare la storia del Club e chiedere che il nostro archivio venga acquisito dalla regione Emilia-Romagna come patrimonio immateriale. Questo patrimonio, però, è anche un PATRIMONIO FISICO ED HA BISOGNO DI ESSERE COLLOCATO IN UNA SEDE FISICA. Prima di dare la parola alle protagoniste voglio ringraziate le funzionarie Francesca Ricci e Mirella Piazzi del Servizio Patrimonio culturale della Regione Emilia Romagna, per la rara gentilezza e soprattutto per il significato culturale con cui hanno supportato l’archiviazione acquisendo anche i nostri dubbi: archiviare significa, forse, depositare la nostra storia in un archivio che assume per noi il ruolo di custodia della nostra memoria, sicché noi siamo esentati dal farlo e quindi ci deresponsabilizziamo? L’archivio può correre il rischio di trasformarsi in un EVENTIFICIO, cioè in un elenco di eventi, cui viene ‘tolta’ l’anima? Sono stata ampiamente rassicurata in questo senso. La vita non è solo un archiviare …”
14 aprile 2024 – Botanica per le nuove generazioni: dall’erbario al QR Code - Una bella occasione di collaborazione tra Garden Club.
In occasione della XXI Giornata del Giardino UGAI, in linea con il tema dell’anno, il Garden Club Valle dei Templi ha approfondito l’argomento degli erbari quali strumenti didattici seguendone l’evoluzione fino alla diffusione dei QR code. Dopo l’intervento di apertura del Dirigente Settori Ambiente, Turismo, Attività Produttive e Giardino Botanico di Agrigento, Achille Contino, che ci ha parlato de “Il giardino di Akràgas: storia, archeologia e botanica”, è stato ospitato Francesco Maria Raimondo, agronomo e già professore ordinario di Botanica nell’Università di Palermo dove ha diretto il Dipartimento di Scienze Botaniche, l’Orto Botanico e l’Erbario Mediterraneo. Il prof. Raimondo è intervenuto con una relazione dal titolo “Studio di un erbario didattico dei primi del ‘900” presentando il lavoro di recupero e valorizzazione degli erbari storici siciliani per focalizzare, infine, l’attenzione su un piccolo erbario dei primi del ‘900 appartenuto ad una bambina agrigentina, Maria Giambertoni dei marchesi Giambertoni di Agrigento. Durante l’incontro, inoltre, ci si è intrattenuti con Paola Roncarati, presidente del Garden club di Ferrara che è intervenuta con una relazione dal titolo “Polisemia degli erbari giovanili” condividendo con i soci le caratteristiche degli erbari del pittore Filippo de Pisis e dello statista Piero Calamandrei con una piccola incursione sulla collezione di una nobile fanciulla dell’Ottocento. La mattinata si è conclusa con una interessante visita tra i sentieri del Giardino Botanico che presenta circa ventimila piante riferibili ad oltre 300 colture ed essenze diverse, espressione tipica della macchia mediterranea, oltre a pregevoli testimonianze archeologiche.
21 marzo 2024 - Il Garden Club Ferrara ha organizzato a Palazzo Bonacossi la conferenza “Luoghi simbolici: il sacro monte di Oropa (sito UNESCO dei Sette Monti) e il giardino di Villa Barbarigo a Valsanzibio. Un viaggio tra musica, architettura, natura”.
Gilberto Tagliati ha presentato tre luoghi simbolicamente significativi di un percorso di salvificazione e di purificazione dell’uomo nell’ambito della dottrina cattolica: l’Abbazia di Morimondo, il Santuario della Madonna di Oropa e Villa Barbarigo a Valsanzibio.
Questo sarà il percorso di una delle nostre prossime gite culturali primaverili.
Argomenti principali dell’incontro sono stati la figura di San Bernardo di Chiaravalle e la “Rivoluzione cistercense” nel XII secolo, il culto di Maria Vergine e il fenomeno delle Madonne nere, la “religione giardiniera” presentata attraverso il giardino di Villa Barbarigo.
Alcuni brani scelti di musica classica hanno accompagnato i temi illustrati, creando un'atmosfera di spazi simbolici al di là della loro connotazione storica.
14 febbraio 2024 - È stata presentata la XVIII Rassegna cinematografica culturale 2024 “Giardini e paesaggi per giovani anfibi”, presso la Biblioteca Bassani di Ferrara. Anche quest’anno l’evento è stato finanziato e promosso dalla nostra Associazione e curato da Giovanna Mattioli.
Sono stati scelti tre film che propongono il tema di giardini e spazi verdi messi in relazione con la vulnerabilità giovanile e che rispecchiano il contenuto dell’argomento UGAI 2024: “I Garden Club nell’interesse delle future generazioni” (Art 9. co. 3 Costituzione), per celebrare la XXI Giornata Nazionale del Giardino.
L’architetta paesaggista Giovanna Mattioli e la psicologa Sara Lampronti hanno illustrato e spiegato al pubblico le tematiche di “Harold e Maude” (Hal Ashby, 1971), “Il giardino di cemento” (Andrew Birkin, 1992) e “Quel giorno d’estate” (Mikhael Hers, 2018).
13 febbraio 2024 - Il Garden Club Ferrara organizza e finanzia dal 2006 la Rassegna culturale “Giardini al cinema”. La curatrice della rassegna, architetta Giovanna Mattioli, ha documentato questa esperienza nel libro “Giardini al cinema. Paesaggi di donne, uomini, e natura raccontati in 51 film”, pubblicato da Pendragon, grazie al contributo della Fondazione Conte Olao Gulinelli. Martedì 13 febbraio, presso la Sala del Consiglio Comunale, Paola Roncarati, presidente del Club, con il patrocinio del comune di Ferrara, ha presentato il libro alla città.
Hanno presenziato all’evento l’autrice del libro, il Presidente del Consiglio Comunale Lorenzo Poltronieri e gli Assessori all’Ambiente e alla Cultura.
Ecco l’introduzione di Paola Roncarati:
“Il Garden Club porge i saluti a tutte e a tutti i presenti, ringraziando gli Amministratori del Comune di Ferrara che ospitano il Club nella sede del Consiglio Comunale, all’interno del Palazzo Municipale; in particolare siamo grati a Lorenzo Poltronieri, presidente del Consiglio Comunale, per l’invito a fruire gratuitamente della sala, e l’assessore all’Ambiente, con cui collaboriamo per molte iniziative a favore della città (recentemente il recupero dell’aiuola -in forte stato di degrado-della Scuola elementare Alda Costa, progettata dall’ing. Savonuzzi). Ringraziamo la Fondazione Conte Olao Gulinelli, qui rappresentata da Marianna Pellegrini che, tramite il Garden Club, ha finanziato la pubblicazione del libro che oggi presentiamo e ringraziamo la Casa Editrice Pendragon che ha esaminato e approvato il progetto editoriale.
Mi soffermo un attimo su questo luogo ricco di storia. La costruzione del Palazzo che ci ospita è iniziata nel XIII secolo, per diventare la residenza dei Signori di Ferrara, la prima residenza estense, eretta di fronte alla Cattedrale, sorta nel secolo precedente. Si fronteggiavano il potere religioso e il potere laico, in una parte di Ferrara che avrebbe ospitato il ‘centro’ del potere cittadino ed è per questo che noi oggi possiamo dire, essendo in questa sala, che siamo nel pieno ‘centro’ storico della città. La parte più antica di questo palazzo fu quella costruita su via Cortevecchia (‘Corte Vecchia’ per l’appunto), che poi si ampliò intorno all’attuale ampia piazza Municipale, antico cortile nobile del Palazzo, dove il duca Ercole organizzava spettacoli teatrali; vennero aggiunti, all’epoca di Ercole I d’Este, il ‘Giardino delle Duchesse’, oggi difficilmente leggibile nell’originaria bellezza, e una Cappella di Corte, poi chiamata Chiesa Nuova, dedicata a Maria Vergine, che il duca Ercole I (dominò dal 1471 al 1505) fece costruire nel 1476 per la moglie Eleonora d’Aragona (1450-1493, giunta a Ferrara nel 1473). Quella Cappella, che poi Alfonso II fece abbellire col monumentale portone che ancora oggi ammiriamo (anche se è stato demolito il frontone della facciata), è diventata la Sala Estense, luogo per rappresentazioni teatrali e cinematografiche (fin dal 1916-17) e dove il Garden Club proietterà il nostro prossimo XVIII ciclo di tre film, come ogni anno dal 2006. Siamo lieti che la ‘grande’ storia di Ferrara includa la ‘piccola’ storia del nostro trentennale Club!
Il Garden Club è un’Associazione culturale di amanti dei fiori e dei giardini che prevede -nel suo statuto- la diffusione della cultura della Flora, del significato dei Giardini e dei Giardini storici, dei paesaggi, dei territori e degli ambienti. Quest’ampiezza ci consente di declinare le nostre attività in più direzioni: Giardini in biblioteca (‘giardini di carta’), Giardini a teatro, Giardini terapeutici, Danze in giardino e i giardini e ambienti studiati durante i nostri viaggi e le nostre escursioni. ‘Giardini al cinema’ è una iniziativa di successo ormai consolidata avendo mosso i primi passi nel 2006, anzi, per essere più precisi, nel 2002 a partire da un Convegno organizzato dal Garden Club e dedicato a un giardino ‘che non esiste’ nella realtà, Il Giardino dei Finzi Contini, quando pochi erano gli eventi dedicati in città allo studio dello scrittore Giorgio Bassani. Giovanna Mattioli che dal 2006 riflette, sceglie e organizza -in sezioni incardinate su un tema di anno in anno sempre diverso- tre film che abbiano come focus il giardino, e come luogo fisico di riflessione la sala cinematografica, predispone una rassegna non riservata a visioni private, ma condivise con la città, cioè l’iniziativa del Club favorisce lo ‘stare insieme’, un’esperienza che il Club finanzia con le sole sue forze, per investimento culturale nel senso più ampio del termine. Scopo? Diffondere la cultura del giardino attraverso il linguaggio dell’arte, essendo il cinema la ‘settima arte’ (lo si definisce tale dal 1921, come forma artistica di spettacolo. Le altre arti? Pittura, scultura, architettura, letteratura, musica e danza, poi recitazione (cinema e teatro) che, a mio parere, include -non solo metaforicamente- tutte le altre).
La pubblicazione del volume ‘Giardini al cinema. Paesaggi di donne, uomini e natura raccontati in 51 film”, che raccoglie 17 anni di programmazione cinematografica, ci fa riflettere su quanto sia potente la cultura dei giardini, fragili e però storicamente sempre ambiti, quindi di ‘immortalità’ terrena, che nascono insieme alla civiltà dell’uomo sorta in medio Oriente tra ‘radici e sabbie’ inospitali, - se ne trova traccia in Medio Oriente più di 2000 anni fa - e attraversano le vicende dei popoli, i loro trionfi, le loro cadute, le inesauribili aspettative di un mondo migliore.
In merito ai ‘giardini al cinema’, riflettiamo su quanto spessore storico-culturale possa diffondere quest’arte. La mossa vincente di questa felice esperienza del Garden Club Ferrara.”
30 gennaio 2024 - Presso la Biblioteca Ariostea di Ferrara, il Garden Club Ferrara ha presentato il libro di Mariella Zoppi ‘Giardini. L’arte della natura da Babilonia all’ecologia urbana’, Roma, Carocci editore, 2023.
Introduzione di Paola Roncarati, dialoga con l’autrice Gianni Venturi.
Giardini nel tempo, che sfidano il tempo, tra la fragilità delle loro esistenze -una fragilità materica- e la longevità dei valori ideali che da millenni rappresentano, dettati sia dal tempo storico, ma anche veicoli di una proiezione verso l’eterno. I giardini esprimono una dinamica universale che non ha limiti e confini, in cui la percezione della bellezza che presiede alla loro creazione -ideale assai volubile, ma che sa dar vita a sentimenti profondi- è avvertibile sia nell’aspetto figurativo che si è affermato nel mondo occidentale, sia in quello spirituale e poetico della tradizione orientale.
Mariella Zoppi, professoressa emerita dell’Università di Firenze, ordinaria di Architettura del paesaggio e promotrice di specializzazioni post-laurea in Progettazione di Giardini e Architetture paesaggistiche, docente a Berkeley in California, ma anche alla Zhejiang University in Cina, nell’ultimo volume della sua qualificata produzione: “Giardini. L’arte della Natura da Babilonia all’ecologia urbana” ci trascina in un affascinante viaggio nel tempo e nello spazio, da ‘radici e sabbie’ fino a dover concepire -nel secondo Millennio- un ‘giardino universale’. Un patrimonio che presiede all’utopia contemporanea di un terreno comune di civiltà e uguaglianza fra i popoli, oltre quindi all’apprezzamento estetico per un fondamento etico da mettere al servizio dell’umanità e a tutela delle vite future, di tutte le vite.
20 gennaio 2024 - Ferrara Musica e il Teatro Comunale di Ferrara, il 20 gennaio 2024, hanno celebrato il decennale della scomparsa del Maestro Claudio Abbado. Nell’ambito di tali celebrazioni, il Garden Club Ferrara è intervenuto sulla passione e sull’educazione naturalistica del Maestro, con tematiche aventi come titolo: “Un giardiniere prestato alle note”. Il Maestro considerò il prodotto di ogni attività creativa un ‘bene comune’ da difendere e promuovere.
Al Ridotto interventi di:
Paola Roncarati – Un giardiniere prestato alle note;
Manfredi Patitucci – Il Garden Club e il Bosco Abbado;
Santo Scalia - Il valore naturalistico ed educativo dell’‘oasi’ di Alghero;
Cinzia Ammirati – ‘Linuzza’ Savagnone Abbado, una madre, un’educatrice creativa.
È stato rievocato il rilevante impegno del Club per la creazione del ‘bosco in città’, il Bosco Abbado, con alberi e arbusti donati dal Garden Club, su progetto del paesaggista Manfredi Patitucci.
Abbiamo ricordato che a tutt’oggi esiste nel Giardino della Kolymbethra (Bene FAI - Agrigento) una panchina che il nostro Club fece installare nel 2015, in ricordo della madre del Maestro, con la dicitura: “A Maria Carmela Savagnone Abbado, siciliana, scrittrice e musicista, che coltivò nei quattro figli l’amore per la musica, la letteratura e la natura. Garden Club Ferrara, Gennaio 2015”. Il ‘bosco in città e la collocazione della panchina sono due iniziative fortemente volute e realizzate dalla past president Giulia Vullo.
L’intervento di Paola Roncarati è consultabile qui.

























